Il Red Center, il rosso deserto centrale dell'Australia, è una sterminata landa pianeggiante, punteggiata dalle siepi di mulga e di spinifex.
Sebbene il paesaggio sia piatto e monotono, i colori sono speciali, l'aria è tersa e le notti sono illuminate da una spettacolare Via Lattea.

Lungo la strada si trovano veramente pochi insediamenti e un punto di riferimento importante, considerata la quantità di benzina consumata dai nostri mezzi, era costituito dalle pittoresche roadhouse, dove si può trovare un po' di tutto.

A partire da Adelaide fino alla lontana Darwin, il Red Center è tagliato proprio nel mezzo dalla Stuart Highway, una strada a due corsie ben asfaltata.
Si incontrano pochi mezzi su questo lungo cordone di asfalto e i più impressionanti sono i famosi road-train, camion con rimorchi lunghissimi.

Qui tutti i mezzi hanno le bull-bar, perchè canguri e vacche possono attraversare la strada in qualsiasi momento, come avvertono continuamente i cartelli.
Dopo il crepuscolo è quindi preferibile non guidare.

Coober Pedy merita una sosta: si tratta della leggendaria capitale degli opali, dove tutto è scavato nella roccia, dalle chiese alle case agli alberghi.
Il paesaggio è letteralmente costellato dai cumuli di sabbia, generati dai residui delle miniere di opali.
Qui abbiamo anche avuto il primo incontro con gli Aborigeni australiani, che spesso vivono in una condizione di emarginazione.

Proprio al centro del Red Center si trovano Uluru (Ayers Rock), Kata Tjuta (Monti Olgas) e il Kings Canyon, tre spettacolari formazioni che meritano come minimo un paio di giorni di visita.
Mi aspettavo di rimanere delusa da Uluru: invece è un posto suggestivo, dai colori meravigliosi e dove si avverte ancora forte la cultura degli Aborigeni, per i quali è un luogo sacro.
Il Visitor centre ha un bel museo dedicato agli Aborigeni e organizza brevi educational, dove alcuni Aborigeni spiegano usi e tradizioni del loro popolo.