Il Top End è caratterizzato da un clima monsonico: luglio e agosto sono i periodi migliori per visitarlo, perché il clima è caldo e secco.
Durante la stagione delle piogge molte strade si allagano e non è facile visitare il Kakadu N.P.

Siamo entrati nel Top End attraverso la Stuart Highway.
Un primo luogo interessante che si incontra è Matarranka, dove è possibile fare un bagno molto rilassante in una piscina d’acqua sulfurea calda.

A circa 60 km da Katherine si trova la riserva aborigena Manyallalluk.
La visita di un giorno costa 110 dollari australiani.
La giornata nella riserva consiste in una passeggiata nella foresta dove il tema principale è il bushtacking, cioè la capacità di trovare cibo e utilizzare le piante e gli alberi per produrre medicinali, armi e strumenti musicali.
Il pranzo a buffet, all’aperto vicino a un piccolo billabong, è a base di coda e spezzatino di canguro, tranci di barramundi e insalata mista.
Quindi in compagnia di alcuni artigiani abbiamo osservato la preparazione di oggetti d’uso quotidiano quali panieri, tappeti di fibra e la pittura su corteccia.
Chiunque lo desideri può unirsi agli artigiani nella lavorazione di questi articoli.
Ci si può anche cimentare nel tiro della lancia e nell’accensione del fuoco: il nostro Piero si è dimostrato migliore degli stessi australiani!
Non è facile comprendere la spiritualità e la cultura aborigena.
All’interno di questa riserva sembrano molto sereni, disponibili a trasmettere le loro tradizioni, i loro ritmi di vita sono decisamente lenti e tranquilli.
Al di fuori delle riserve, quelli che vivono nelle città sono spesso alcolizzati e non sembrano riuscire a trovare un ruolo nella società australiana.

Il Kakadu National Park, un’immensa area protetta comprendente le lowlands dei Wildman, West, South e East Alligator Rivers, è uno dei luoghi più belli e sorprendenti dell’Australia.
Vera e propria oasi naturale per innumerevoli specie di piante, animali e uccelli, ospita anche alcune tra le più belle pitture rupestri aborigene, risalenti a 20 mila anni fa.
La strada che attraversa il parco è completamente asfaltata e facilmente accessibile.
Il nome Kakadu deriva dalla lingua Gagudju, la più frequente fra quelle parlate dalla popolazione aborigena nel Top End.
Gran parte del parco è di proprietà del popolo aborigeno, che contribuisce a preservarne la sua unicità nel tempo e molti delle guide e dei ranger del parco sono aborigeni.
Nourlangie Rocks e Ubirr Rock sono i siti delle pitture rupestri; a Ubirr si gode anche di uno dei panorami più spettacolari del Kakadu.
Merita assolutamente la gita in battello sulla Yellow Waters Lagoon; la corciera migliore è quella del mattino presto, quando la natura si risveglia.
Si possono osservare coccodrilli, cavalli selvaggi, serpenti e un’infinità di uccelli.

A solo 2 ore da Darwin si trova il Litchfield National Park.
A pochi chilometri dall’ingresso si incontrano i termitai magnetici, alti fino a due metri.
All’interno del parco si trovano cascate e lagune trasparenti per magnifiche nuotate.
Noi ci siamo fermati alle Florence Falls: un breve percorso a piedi permette di raggiungere prima il "lookout", punto dal quale è possibile avere una splendida visione panoramica della cascata, quindi la laguna sottostante e la foresta pluviale che li avvolge entrambi.

Darwin è la città più nuova dell’intero continente e non certo perché l’ultima nata.
Venne quasi completamente distrutta dal ciclone Tracy nel 1974 e ricostruita secondo canoni moderni (anti-ciclone) e funzionali.
La vegetazione tropicale invade il centro cittadino, disseminato da parchi e giardini.
La popolazione è eterogenea, sicuramente è una delle città australiane dove convive il maggior numero di etnie.
Smith Street e il suo Mall costituiscono il centro cittadino e l’area per lo shopping.
Il porto è stato ristrutturato ed è pieno di ristorantini di pesce.