Potosì è la città della Bolivia che mi è piaciuta di più, per la sua storia e per gli edifici coloniali, chiese, case e piazze ben conservati.
Molto interessante è la Casa Real de la Moneda, l'antica zecca trasformata in museo, dove si trovano importanti testimonianze del passato della città.
Potosì fu fondata nel 1545, in seguito alla scoperta di un ricchissimo giacimento d'argento nel Cerro Rico, la montagna che domina la città.

Sebbene si sviluppasse a 4090 m di altitudine, la città crebbe rapidamente e alla fine del XVIII secolo era il più grande e ricco centro dell'America latina.
La miniera d'argento, che sembrava inesauribile, finanziò per tre secoli gli sperperi della monarchia spagnola.
Migliaia di schiavi, soprattutto africani, lavorarono in condizioni terribili per estrarre l'argento, costretti a restare sottoterra per 4 mesi.
Al ritorno in superficie il corpo era duramente provato e rischiavano la cacità.
Morivano molto presto, per gli stenti o per la silicosi.
Un detto locale abbastanza macabro pare che reciti più o meno così: con l'argento del Cerro Rico si sarebbe potuto costruire un ponte fino a Madrid, ma con i cadaveri di quelli che lo estrassero si sarebbe potuto costruire un ponte fino a Madrid e tornare indietro a Potosì.

Il declino di Potosì coincise con il crollo dei prezzi dell'argento e con i primi segni di esaurimento del giacimento.
Oggi lo sfruttamento del Cerro Rico, ormai ridotto a un groviera, è affidato a una miniera privata e a una serie di piccole cooperative di minatori.
Il lavoro è duro ed è sempre più difficile trovare del minerale.
Le varie agenzie della città organizzano brevi visite della miniera.
Ovviamente bisogna prima indossare il look "geologo" di moda quest'anno: casco di protezione, giacchetto impermeabile per salvare i vestiti e stivali di gomma.
L'interno della miniera è abbastanza angusto, ma in agosto si stava bene, non era freddo nè caldo.
Abbiamo discusso un po' tra di noi sull'autenticità o meno di quello che abbiamo visto: l'omino che ha fatto saltare il candelotto di dinamite sembrava che ci stesse effettivamente aspettando!
Ma a parte questo ne vale la pena.