MANDALAY sorge sulla riva orientale del fiume Ayeyarwaddy ed è la seconda città della Birmania, con una popolazione di circa 4 milioni di abitanti.
La maggior parte dei monaci del paese risiede in questa zona e qui si trova la maggior concentrazione di laboratori artigianali per la produzione della seta, degli arazzi, delle lamine d'oro.
Fu l'ultima capitale birmana prima della conquista inglese e nei suoi dintorni si trovano alcune tra le località più antiche ed interessanti del paese.
MINGUN si raggiunge in circa un'ora di navigazione sul fiume Ayeyarwady.
Nel XVIII secolo l'ambizioso sovrano Bodawpaya pianificò la costruzione di una pagoda, di una campana e di due chinte (guardiani) che avrebbero dovuto essere i più grandi del paese.
Tuttavia egli morì prima che tutto il complesso fosse completato e il terremoto del 1838 ha ulteriormente danneggiato le afascinanti rovine.
SAGAING fu fondata nel 1315 e fu la prima capitale del regno Shan.
Da Ava è possibile ammirare questa collina punteggiata da monasteri e pagode, alcuni molto antichi, altri recenti costruiti dai fedeli come segno di gratitudine per essere stati risparmiati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
AMARAPURA fu fondata da re Bodawpaya.
Il monumento più spettacolare è l'U Bein Bridge, un ponte in teak lungo poco più di un chilometro che collega le due sponde del lago Taungthman.
Se si arriva nella cittadina verso le 10 del mattino è possibile assistere al pranzo dei monaci nel monastero Mahagonadhoyou: i numerossissimi religiosi si mettono in fila per ricevere riso, banane e verdure, tra orde di turisti assetati di foto.