Asmara, “laboratorio di architettura” del periodo coloniale, appare oggi ai nostri occhi come una piacevole mescolanza di stili e gusto mediterraneo, amalgamati tra loro dalla calda atmosfera africana.
Girovagando per la città ci si imbatte in edifici pubblici e ville private i cui caratteri rimandano agli stili architettonici elaborati in Europa nei primi decenni del Novecento.
Camminando per Harnet Avenue si incontrano tanto il Classicismo monumentale fascista del Ministero dell’Istruzione, già Casa del Fascio, quanto il Neoromanico lombardo della Cattedrale cattolica; l’eleganza Art Decò del Cinema Impero, l’Eclettismo anche neorinascimentale del Teatro dell’Opera e i riferimenti quasi brunelleschiani del Mercato coperto dei generi alimentari, ora mercato del pesce.
Il tutto nel tessuto delle case d’appartamento di gusto razionalista e cromatismi africani.
Proseguendo la visita, si alternano le forme aerodinamiche del cinema Capitol, che rimandano all’Espressionismo tedesco di Mendhelson, e quelle futuriste della stazione di servizio Fiat Tagliero; l’Art decò di numerose ville e della Fabbrica del tabacco, con le sue seducenti ali a sbalzo dal profilo curvilineo, poco distanti da una villa italiana degli anni ’20, ora l’Africa pension, e da villa Roma, sede dell’Ambasciata italiana, la cui architettura si rifà alle ville dell’antichità.
Un consiglio: se appena arrivati ad Asmara sarete avvicinati da un cortese signore che vi propone un libro sull’architettura della città, acquistatelo e dedicatevi ad un itinerario mirato a non perdere nemmeno uno degli edifici che vi sono indicati.
Poi, però, concedetevi di ripercorrere le vie senza una meta, con lo sguardo libero di lasciarsi affascinare dalla elegante geometria di lampade decò sulla facciata del Cinema Impero, dal fascino delle mezzelune sulle cupole delle Grande moschea Kulafah Al Rashidin, dalla severità delle colonne del cinema Roma, dai “tukul” a coronamento della Cattedrale copta Enda Mariam, dalle bizzarrie persino rococò di alcuni balconi, e da molto altro ancora.