Gilf Kebir significa grande barriera: in effetti si tratta di una regione difficilmente accessibile e totalmente disabitata.
Gli Egiziani sono legati al fiume Nilo e non si sono mai interessati all'immenso territorio desertico che li divide dalla Libia.
Per questo motivo fu raggiunto solo nel 1926 dalle prime esplorazioni del principe Kemal Al Din Hussein, seguite nel 1932 da quelle del conte Laszo Almasy (Il paziente inglese del film di Anthony Minghella) e poi nel 1938 dal cartografo Bagnold.
Il Gilf Kebir si eleva per 300 metri dalle sabbie del deserto con rocce scure e pareti ripide; si estende per circa 800 kmq e raggiunge i 1.057 metri nel suo punto più alto. Le valli conservano pietre lavorate, macine, pitture e graffiti, testimonianze di tribù di cacciatori e pastori che vissero qui anticamente. Le pitture e i graffiti del Gilf Kebir non eguagliano quelli della Libia e dell'Algeria, ma vi sono tre siti interessanti: la Grotta Mestekawi-Foggini, definita la Cappella Sistina del Sahara e caratterizzata da numerose impronte di mani; la Grotta dei Nuotatori nel Wadi Soura, scoperta nel 1933 da Almasy, molto rovinata; la grotta di Shaw nel Wadi Wasa, scoperta nel 1935, con alcune pitture di bestiame.

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