Il Deserto Bianco non ha niente a che fare con il Gilf Kebir, ma è stata una tappa interessante lungo la strada del ritorno.

Si tratta di una piccola area di circa 60 kmq nel Sahara occidentale, fra l'oasi di Farafra a sud e l'oasi di Bahariya a nord.

Le incredibili formazioni calcaree erose dal vento formano strane figure nel paesaggio lunare.

Si tratta polvere di diatomiti, le micidiali conchiglie che furono capaci di mangiare la barriera corallina, presente quando l'Oceano copriva questa area.

Il paesaggio cambia nel corso della giornata: sotto il sole del giorno le rocce brillano e abbagliano; al tramonto e all'alba si colorano di arancio e rosa intenso, di notte riflettono la luce della luna e creano una magica atmosfera.

E' un luogo facilmente raggiungibile dall'oasi di Farafra ed è addirittura segnalato da un cartello stradale.

E' perciò facile che arrivino diversi gruppi di turisti, che fanno escursioni anche dal Mar Rosso.