Il rosso e ondulato altipiano centrale è caratterizzato da coltivazioni a terrazza e risaie.

I Malgasci sono infatti accaniti consumatori di riso, che mangiano a colazione, pranzo e cena.

Il paesaggio, recita giustamente la Lonely Planet, è molto indonesiano e i tratti somatici degli agricoltori merina e betsileo ricordano più l'Asia che l'Africa.

Le case di terra rossa con i tetti di foglie di palma si inseriscono perfettamente nel paesaggio. Percorrendo l'asfaltatissima Route National n° 7, si incontrano continuamente villaggi e gente che cammina trasportando merci pesantissime sulla testa, sulle spalle o sui carretti.

Lungo il percorso si attraversano alcune città: Antsirabe, città termale con alcuni edifici coloniali, laboratori per la lavorazione di pietre semipreziose e botteghe dove si lavora il corno di zebù; Ambositra, specializzata nella lavorazione del legno e della rafia; Fianarantsoa, la seconda città del Madagascar; Antaimoro, circondata dai vigneti, dove viene prodotta la carta antimoro, decorata con fiori secchi.

Una delle esperienze più belle di questo viaggio è consistita nel percorrere in treno il tratto tra Manakara e Fianarntsoa.

Il treno viaggia a giorni alterni da una città all'altra, su rotaie a scartamento ridotto, trasportando merci e passeggeri. Si parte alle 7 e si arriva alle 17... ufficialmente... ma in realtà le partenze e gli arrivi sono fortemente influenzati dalla sorte.

Dal treno si gode di bei panorami, ma più interessanti sono le soste nei villaggi, dove un'incredibile quantità di gente si avvicina al treno per salire, vendere, curiosare, salutare.

Scendendo verso il Parco Nazionale dell'Isalo, il paesaggio diventa via via più arido. Le risaie lasciano il posto alle praterie, dove i pastori delle tribù meridionali pascolano le mandrie di zebù.
Le montagne calcaree del Parco dell'Isalo sono uno dei luoghi più visitati del Madagascar e offrono bei panorami e possibilità di trekking.