Bamako è un immenso mercato, in cui si vende di tutto.
Le moto e le macchine sbucano e saettano tra la folla, rischiando di travolgere il turista con il naso per aria, intento a fotografare la miriade di colori e le scenette che gli si parano davanti.
Nella Maison des Artisans sono in vendita tutti i souvenir possibili, a prezzi trattabili.
Noi siamo arrivati nella capitale proprio alla fine del Ramadan, quando cominciano i tre giorni di feste sfrenate. I negozi erano quasi tutti chiusi, ma è stato incredibile vivere l'atmosfera festosa e vedere i maliani tirati a festa con i loro abiti migliori, mentre festeggiavano ballando fuori da un bar o prendendo un caffè con croissant nella migliore pasticceria della città.

Djenné è una città bellissima, che si raggiunge traghettando il fiume Bani.
Numerose guide si offrono di accompagnare i turisti a visitare le sue case in mattoni di fango, le case del corano e l'elegante moschea in stile sudanese.
Merita una visita di una giornata, soprattutto il lunedì quando il piazzale di fronte alla moschea si trasforma in un mercato coloratissimo, dove è facile vedere le donne fulani, con i loro enormi orecchini d'oro.
Nei pressi di Djennè si trovano infatti alcuni villaggi di Fulani, dominati dalla consueta moschea in adobe.

Mopti è il più animato porto sul Niger. Nella stagione delle piogge è circondata da paludi, nella stagione secca le paludi non ci sono, ma le zanzare sono comunque numerose e voraci.
Il porto è animatissimo, sia per le pinasse e i battelli che navigano sul Niger, sia per il grande mercato.
C'è anche un numero notevole di negozi di artigianato, segno che parecchi turisti passano di lì, oltre all'immancabile moschea in stile sudanese.

Hombori è un villaggio sulla strada che collega Mopti e Gao.
A pochi chilometri da Hombori si trovano un'enorme formazione rocciosa chiamata Hombori Tondo e la Main de Fatma, un picco roccioso che attira scalatori anche dall'Europa.
Inoltre vi convergono i tuareg per il mercato, che si forma pigramente a partire dalle otto del mattino.
Da un lato della strada c'è il mercato "generale", dove si vendono strani cibi, i tessuti blu e azzurri da annodare intorno alla testa le croci tuareg in argento e le famose teiere blu per il tè alla menta. Dall'altro lato della strada c'è il mercato del bestiame, dove gli uomini, alcuni bardati con tanto di spada in cintura, trattano la compravendita di capre, bufali e dromedari.