Il trekking nei villaggi Dogon era lo scopo principale di questo viaggio e costituisce un'esperienza eccezionale.
I Dogon vivono lungo la Falesia di Bandiagara, che si estende per 135 km da Douentza a Bankass.
I villaggi un tempo arroccati sulla falesia, per difesa dalle incursioni dei bellicosi Bambara e dei Peul, oggi si estendono sul terreno pianeggiante.
I nemici dei Dogon infatti non sono più le popolazioni vicine, ma la siccità e i mutamenti culturali, accellerati dalle conversioni all'Islam, dalla costruzione delle strade e dai contatti con i turisti.
Rimane tuttavia, in alcuni villaggi, l'usanza di utilizzare ancora i granai costruiti sulla falesia, a volte talmente arroccati in posizioni impossibili, che sembra debbano cadere da un momento all'altro.

Nei villaggi si alternano case con i tetti di paglia ai granai con le famose porte intagliate.
Ogni villaggio ha una sua caratteristica, che lo differenzia dagli altri: a Kani-Kombolè c'è una bella e imponente moschea in stile sudanese; il togu na di Ende ha le colonne intagliate con simboli femminili e di fertilità; a Yabatalu abbiamo visto la casa dell'ogon, una sorta di saggio e stregone; a Nombori c'era un piccolo e vivace mercato, dove si vendeva anche la birra di miglio; a Tireli abbiamo assistito alle danze dogon; ad Amani c'è una pozza dove vivono tre coccodrilli sacri, a cui gli abitanti fanno sacrifici; a Banani c'erano tantissimi venditori di souvenir e quasi tutti i membri del gruppo hanno comprato una porta dogon!

Al centro di ogni villaggio dogon si trova il togu na, una sorta di tettoia riservata agli uomini, che vi si riuniscono per discutere le questioni comuni.
I togu na sono molto bassi per obbligare tutti a chinarsi per entrare e a restare seduto: in questo modo tutti gli uomini sono allo stesso livello e nessuna "troneggia" sugli altri.
Alcuni togu na sono molto semplici, altri hanno colonne intagliate con gli elementi tipici dell'iconografia dogon.

I Dogon ritengono che le anime dei morti si "incarnino" in una maschera.
Le maschere sono veramente belle e imponenti e vengono utilizzate per riti e danze.

Il modo migliore per incontrare i Dogon è il trekking, considerando il fatto che le strade raggiungono solo alcuni grandi villaggi, come Bandiagara e Sangha.
Noi eravamo accompagnati da una guida, che si occupava anche di gestire i carretti e i portatori.
Il trekking non richiede particolari doti fisiche, considerando che il bagaglio e i viveri li porta qualcun altro, ma certo occorrono spirito di adattamento e buone scarpe.
Il terreno è pianeggiante, ma spesso sabbioso; si cammina la mattina fino a mezzogiorno e il pomeriggio dalle tre alle cinque.
Si sale o si scende la Falesia in canaloni scavati dall'acqua nel corso dei secoli, lastricati di enormi pietroni.

Il paesaggio è abbastanza vario: sotto la falesia domina la savana arbustiva, con erba di uno strano colore giallastro e alberi, soprattutto baobab.
Sulla falesia si alternano rocce e picchi a campi di cipolle, con il loro verde intenso.
Dovunque si vedono persone che lavorano la terra, donne che battono le arachidi o portano pesanti bacinelle di acqua sulla testa, carretti che trasportano merci e materiali, uomini che fabbricano mattoni di fango, pastori con i loro greggi, bambini che ti danno la mano e ti seguono per un tratto chiedendo penne e caramelle.

Il caldo è notevole nel primo pomeriggio, ma l'aria è molto secca; i villaggi poi sono attrezzati con scorte notevoli di bibite e birre, la cui temperatura varia tra i 35° e i 15°, a seconda della sfortuna o fortuna di cui si gode.
La notte dormivamo nelle nostre tende, di solito montate sui tetti o nel cortile del campement.
Ci si deve lavare con un mezzo secchio d'acqua, che da quelle parti è un bene prezioso e ovviamente le latrine dogon sono un concetto molto lontano dai nostri gabinetti.

Ci siamo portati le scorte di viveri dall'Italia e abbiamo comprato molte bottiglie di acqua a Bamako.
Del resto non è possibile arrivare in 19 affamati come lupi in un villaggio dogon, senza portarsi dietro del cibo.
Si rischia di far fuori tutti i polli del villaggio in una volta sola!