L'Adrar... zona di passaggio delle antiche carovane che portavano il sale da nord verso sud... plateau rocciosi bruciati dal sole, ampi wadi di sabbia bianca, profondi canyon scavati nelle rocce scure, dune modellate dal vento del deserto e oasi con palme altissime... questo è l'Adrar secondo la descrittiva colorita e romantica della guida in francese che ci leggeva il nostro capogruppo.
Un po' più realisticamente definirei questa parte del Deserto del Sahara (nonchè meta principale del nostro viaggio) un luogo mutevole, con paesaggi talvolta molto suggestivi, spesso estremamente desolati e monotoni.
Poi, nel bel mezzo del nulla, capita di incontrare una carovana di dromedari, una falesia, un fortino francese, un'oasi, un accampamento nomade, un sito con antichi graffiti, un villaggio, che rompono la monotonia e la desolazione e scuotono il viaggiatore dal torpore indotto da ore e ore di fuoristrada, costringendolo a scendere dall'auto e a sgranchirsi le gambe.

Una delle particolarità del deserto dell'Adrar è il Guelb er Richat, una strana struttura rocciosa situata a circa due ore a nord-est di Ouadane.
oichè è ben visibile dallo spazio, è stato soprannominato "l'occhio d'Africa".
Inizialmente si pensò potesse trattarsi di un cratere, formatosi in seguito ad un'eruzione vulcanica o all'impatto di un meteorite.
Tuttavia analisi più approfondite hanno scartato queste ipotesi.
Attualmente si pensa che questo anello di 40 km di diametro sia stato causato da un'intrusione di magma in una roccia sedimentaria molto antica.
Un lunghissimo processo di erosione avrebbe fatto il resto, ma rimane comunque un mistero la forma a cerchi concentrici che lo rende così particolare.
Nella foto satellitare le rocce appaiono chiare, mentre le valli interne appaiono scure, perchè la sabbia che le ricopre assorbe le onde radar.
Al suo interno il Guelb er Richat offre un paesaggio lunare, decisamente desolato.
Poichè emerge per circa 200 metri è piuttosto facile "scalare" le pareti di roccia e sabbia e godere dall'alto di una panoramica più vasta, anche se non si ha chiaramente la percezione della sua strana forma ad anelli concentrici.
Proprio al centro del cratere si trova un albergo di tende, che offre la possibilità di dormire in uno dei luoghi più sperduti che abbia mai visto.

Tutte le città dell'Adrar, come Chinguetti, Ouadane e Atar sorgono su grandi oasi e sono circondate da palmeti.
Le grandi palme da dattero con le chiome verde scuro creano un contrasto spettacolare con i colori del deserto e delle città costruite in adobe o in pietra.
L'oasi più popolare dell'Adrar è Terjit, a circa 60 km a sud di Atar.
Subito dopo il villaggio si entra in un palmeto fittissimo, dove si trovano un albergo di tende e vasche naturali di acqua dolce.
L'oasi El Magder richiede invece una deviazione dalla pista che collega Chinguetti e Ouadane. E' più difficile da raggiungere per le condizioni della strada, ma è molto bella per i colori del paesaggio e per la limpidezza dell'acqua.
L'oasi di Taneuchert, tra Chinguetti e Ouadane, è ormai disabitata, a parte in alcune occasioni, come il periodo della raccolta dei datteri.
Sullo sfondo si trovano i Monti Heirour e all'uscita dell'oasi si entra in una zona di dune di sabbia.

Graffiti e pitture rupestri sono le testimonianze di un passato lontano, quando in Mauritania scorrevano fiumi e ruscelli, c'erano pascoli al posto delle dune e circolavano animali come le giraffe.
I pastori salivano sulle rocce per controllare il bestiame e contemporaneamente sviluppavano questo forma di arte primitiva.
Le pitture rupestri si trovano quindi nelle oasi e lungo i wadi, i letti ormai secchi di fiumi antichissimi.
Nell'Adrar ci sono diversi siti, ma probabilmente il più visitato e "organizzato", nel senso che è a pagamento, è il Site d'Agrour, nei pressi del Passo d'Amogjar, dove si può ammirare una bellissima giraffa.
Nel Wadi Chouk, nei pressi di Ouadane, e nell'oasi El Magder si trovano diversi graffiti ben conservati.

La storia della Mauritania racconta di guerre tra nomadi, della necessità di difendere le città dagli attacchi dei predoni, di conquiste da parte di colonizzatori Portoghesi e Francesi.
E' naturale quindi incontrare piccole fortificazioni o i ruderi di esse in giro per l'Adrar.
Ouadane, ad esempio, anticamente era una città fortificata, perchè doveva proteggersi dalle incursioni dei predoni del deserto. Oggi purtroppo rimangono solo i ruderi da visitare.
Il Fort d'Agouedir, nei pressi del Guelb er Richat, secondo alcuni è un forte portoghese costruito alla fine del XV secolo.
E' costruito in adobe e le torrette hanno una strana forma a cono.
"Le Poste Claudel", il forte francese di Chinguetti, fu costruito nel 1919 e si trova nel cuore della città nuova.
E' stato ristrutturato e trasformato in un albergo, con prezzi decisamente abbordabili.

Il forte più famoso è senza dubbio Fort Saganne, ma si tratta di un falso.
Fu costruito nel 1984 per girare l'omonimo film di Alain Corneau, che vantava tra i protagonisti Gérard Depardieu e Sophie Marceau.
E' situato nei pressi del Passo d'Amogjar, una delle zone più spettacolari dell'Adrar ed è già così diroccato da sembrare vero.
E' impossibile visitare l'Adrar senza farsi scattare una foto nell'arco del forte, in ricordo di questo luogo che ospitò la storia (sebbene immaginaria) di un luogotenente francese e della sua bella.