San Francisco el Alto e Solola sono due piccoli paesini sperduti tra montagne altissime e innevate.
I loro mercati colorati e pittoreschi anticipano quello molto più famoso ed affollato di Chichicastenango, che forse da solo vale un viaggio in Guatemala.
Ogni villaggio guatemalteco utilizza per tradizione un tessuto con colori e disegni tipici; questo fa sì che gli abitanti dei vari villaggi siano facilmente riconoscibili dal loro abbigliamento.
La gente è abbastanza cordiale, ma molte donne rifiutano di farsi fotografare.
Anche chi, come me, odia i souvenir non potrà resistere ai tessuti ricamati e agli oggetti dell'artigianato locale e acquisterà sicuramente qualcosa, sostenendo l'economia locale e portandosi a casa un pezzo di folclore incredibilmente colorato.

Antigua è un'antica città coloniale, che sorge non lontano da Città del Guatemala, ai piedi del vulcano attivo Agua.
Fondata nel 1527, per oltre due secoli fu la sede del governatore spagnolo che controllava quasi tutta l'America centrale.
La città vecchia fu distrutta da un terremoto nel 1773, ma sono rimasti alcuni edifici coloniali.
Oggi è un importante mercato per gli agricoltori e gli artigiani, che vi si recano per caffè, banane, cereali, frutta, zucchero di canna, ortaggi e manufatti.
Durante il giorno si respira un'atmosfera tranquilla, che invita a sedersi nei bar all'aperto e a visitare i bei negozi di artigianato.
La sera cambia volto, le strade sono semi deserte e diventa un po' pericolosa, come molte città del Guatemala.

Il Lago Atitlan è spettacolare.
Non stupisce quindi che negli anni '70 un gruppo di fricchettoni americani si sia stabilito a Panajacel e si sia arricchito con il turismo.
È consuetudine noleggiare una barca e visitare i villaggi e i mercatini di San Antonio, Santa Caterina, Santiago, dove gli abitanti vestono ancora i costumi tradizionali.
In estate può capitare di assistere a una cerimonia dedicata al sole o a qualche evento storico o religioso.
Da quel che ho sentito dire da altri turisti, molto spesso nel pomeriggio si alza il vento, che agita le acque del lago e rende più difficile il ritorno in barca: noi abbiamo seriamente rischiato di naufragare.
Bisogna quindi fare molta attenzione all'imbarcazione che si noleggia e alla dotazione di giubbotti di salvataggio.

Dopo una breve deviazione a Copan, siamo rientrati in Guatemala e abbiamo visitato Quiriguà.
Le dinastie Maya che governarono questa zona erano solite commemorare i propri defunti con delle steli in pietra, che ricordano vagamente i sarcofagi egizi: l'elaborata scrittura maya riporta tutte le gesta e la vita dell'eroe morto.
Numerose steli si trovano proprio nel sito di Quiriguà, in Guatemala, immerso tra i bananeti della Del Monte e infestato dalle formiche tagliafoglia e dalle zanzare più aggressive che abbia mai incontrato!

Da Quiriguà abbiamo raggiunto Rio Dulce e da lì, con una barca a motore, seguendo il fiume abbiamo raggiunto Livingstone.
Questa escursione non m iha per niente entusiasmato, anche perchè la "strada", si naviga lungo il fiume tra la giungla, in agosto il caldo e l'umidità sono feroci.

Livingstone ha la particolarità di essere abitata da una popolazione negroide, discendente di alcuni schiavi, forse fuggiti durante il naufragio della nave che li portava nelle colonie americane. A parte questo non è che ci sia un granchè da vedere e da visitare.

Oggi la strada per Tikal, che attraversa la foresta del Peten, è asfaltata e questo ha dimezzato i tempi del tragitto, che ora richiede circa 4 ore.
Purtroppo io ci passai quando ancora era una strada bianca ed occorrevano quasi 10 ore per arrivare a Flores!
Tikal è uno dei siti maya più conosciuti e fotografati: le altissime piramidi spuntano e sovrastano la giungla fittissima, popolata di scimmie e lemuri.
La visita comincia alla mattina presto, anche perchè sul tardi il caldo si fa veramente insopportabile.
Da Tikal abbiamo proseguito verso il Belize.
Attraversato il più rapidamente possibile questo paese, siamo arrivati in serata a Chetumal in Messico.