Le ricerche più recenti ipotizzano che la colonizzazione delle Americhe sia cominciata verso il 40.000 a.C.

Le popolazioni asiatiche, passando dalla Siberia in Alaska, si spostarono nel corso dei millenni sempre più a sud, fino alla Patagonia.

In tutte le civiltà precolombiane si riscontrano elementi comuni: il calendario lunare, il gioco della pelota, lo sviluppo notevole della ceramica e della tessitura, la coltivazione del mais, la divinizzazione di animali come il serpente e il ghepardo, la scarsa lavorazione dei metalli e la mancanza della ruota.

In Messico si svilupparono diverse civiltà, come Olmechi, Teotihuacani, Zapoteki, Toltechi, Aztechi, ma i più grandi e senza dubbio i più conosciuti furono i Maya.

Il periodo d'oro della civiltà Maya va dal 300 al 900 d. C.: un grande sviluppo intellettuale, artistico e architettonico interessò questo popolo, che occupava una vasta area dal Chapas allo Yucatan, dal Guatemala all'Honduras.

L'improvviso declino, rappresentato da un generalizzato regresso, rimane ancora oggi un mistero.Molte teorie hanno indicato in fattori naturali, come malattie endemiche, siccità o eruzioni vulcaniche, la decadenza delle città-stato dei Maya, ma in realtà non ci sono certezze.

Oggi di questa grande civiltà rimangono tantissime testimonianze, ma le più famose sono sicuramente le grandi piramidi a gradoni, che dominano i principali siti archeologici.
Il mio preferito è senza dubbio Uxmal, meno conosciuto di Chichen Itza e di Palenque, ma veramente imponente e suggestivo.

Nei siti archeologici e nel museo archeologico nazionale di Città del Messico si trovano numerosissimi manufatti: steli, sculture, oggetti in ceramica, gioielli e maschere funerarie.

Sono ciò che resta di una civiltà affascinante e complessa, ancora oggi piena di misteri irrisolti.