In Messico abbiamo attraversato diverse città e visitato numerosi siti archeologici.
Abbiamo dedicato solo un giorno intero al mare, perchè il clima non era dei più favorevoli e comunque tutto il nostro gruppo preferiva visitare i siti archeologici.

La prima città che si incontra procedendo verso est è Cuernavaca, che sorge a 85 km da Città del Messico.
Sin dall'epoca coloniale, il suo clima mite attira i più facoltosi abitanti della capitale, che costruirono qui le loro lussuose residenze, alcune delle quali oggi sono state trasformate in hotel, ristoranti e gallerie d'arte.

Ancora più a sud si trova Taxco, città mineraria famosa per la lavorazione dell'argento.
La visita ad una manifattura dell'argento è d'obbligo!

La valle di Oaxaca fu abitata da Zapotechi e Mixtechi.
I resti di queste antiche civiltà si possono ammirare a Monte Alban e a Mitla.
Monte Alban è un grande sito, che conserva le rovine del campo della pelota, dei templi e dell'osservatorio astronomico.
Mitla è un sito più piccolo di Monte Alban, ma è noto per la bellezza delle decorazioni del palazzo principale, realizzate a mosaico e con motivi geometrici, che si differenziano da quelle di altri siti archeologici, dove prevalgono motivi ispirati alla natura.
A circa 45 km a est di Oaxaca sorge il paesino di Santa Maria del Tule.
Nel cortile della chiesa si trova il Tule, una specie di cipresso, che si reputa abbia circa 2000 anni e che è considerato uno dei più vecchi alberi del mondo.

Una lunga giornata di pulmino ci ha portato da Oaxaca al Chapas.
Il Chapas è una regione molto particolare: la vita è difficile e la gente vive poveramente degli scarni prodotti della terra, mantenendo le tradizioni dei loro antichi predecessori, i Maya.
In questa zona il cristianesimo si è intrecciato all'animismo, generando degli strani riti religiosi, che stupiscono e affascinano.
È una zona di profondi contrasti politici e di ribellioni al governo centrale; nei paesini come Zincanantan e San Juan Chamula il turista viene guardato con diffidenza e a malapena tollerato.
La bellezza di questa zona sta nella sua storia, rappresentata al massimo dal sito archeologico di Palenque e dai resti coloniali di San Cristobal de las Casas, e nel folklore locale, ricco di colori e di artigianato, molto simile a quello del Guatemala.

Lo Yucatan fu il centro della civiltà maya: vi si trovano numerosi siti archeologici, anche se i più famosi sono Chichén Itzá, Tulum e Uxmal.
La costa tra Tulum e Cancun ha spiagge bianche e acque turchesi ed attira ogni anno numerosi turisti, soprattutto dal Nord America.
Un posto che mi è piaciuto molto è X-Caret, incrocio tra parco di divertimento e riserva ecologica, dove si può nuotare con le tartarughe marine, vedere delfini e migliaia di farfalle, nuotare in un cenote e prendere il sole sulla spiaggia.
Una delle principali città dello Yucatan è Merida, che conserva del suo passato coloniale diversi palazzi, la Cattedrale ed il caratteristico Mercato Municipal, dove si possono acquistare le famose amache.
Sulla via del ritorno abbiamo sostato a Villahermosa, dove si trova una sorta di museo all'aperto, che conserva numerose testimonianze degli Olmechi, una delle prime civiltà che abitarono il Messico. Le zanzare sono allucinanti.
L'ultima tappa prima di rientrare a Città del Messico è stata Puebla, che sorge ai piedi del Vulcano Popocatépetl.
La città conserva alcuni pregevoli monumenti religiosi e palazzi decorati con azulejos del XVI e XVII secolo.