Nell'immaginario collettivo la Skeleton Coast è sempre stata sinonimo di luogo desolato e pericoloso, dove a causa di fitte nebbie e imprevedibili e fredde correnti marine diverse navi hanno fatto naufragio nel corso dei secoli.
E il bello è che la Skeleton Coast è proprio così!
Provenendo da Khorixas si entra nel parco passando da un cancello con sopra un enorme teschio e due costole di balena ai lati: una bella accoglienza!
Eravamo quasi arrivati al mare, quando la pista si è divisa in tre stradine: quale scegliere?
Marco, alla guida, ha deciso di tirare dritto e... in men che non si dica eravamo insabbiati!
Per fortuna le cinghie da traino e l'altra auto ci hanno salvato dal dover scavare nella sabbia con le mani!Lungo la pista che si percorre per arrivare a Terrace Bay si incontrano dei relitti segnalati da cartelli, che riportano anche i nomi delle navi e l'epoca del naufragio.
Nel 1967 il Governo della Namibia ha dichiarato Parco Nazionale la costa nord-occidentale: il paesaggio è dominato dalle dune, che arrivano quasi fino al mare, popolato da pesci, foche e uccelli marini.
A causa della scarsità di vegetazione e di cibo, pochissimi animali vivono in questa zona, tra questi i più comuni sono sciacalli, iene e orici.
Da Swakopmund è possibile fare dei tour panoramici della Skeleton Coast con piccoli aerei se il tempo lo consente (a noi ovviamente non l'ha consentito).
La Skeleton Coast è un paradiso per gli anglers, i pescatori che si piazzano sulla riva del mare e lanciano le lenze delle loro lunghissime canne da pesca.
Alcuni ragazzi del gruppo hanno provato a pescare con questa tecnica, riscuotendo un discretto successo!
In luglio e agosto è freddo e umido per la tenda, perciò è possibile pernottare solo in bungalow al Restcamp di Terrace Bay, che è decisamente costoso rispetto agli standard namibiani.
L'alloggio include la pensione completa, considerato che nel mezzo della Skeleton Coast non è possibile trovare supermercati o ristoranti!
Il cuoco è anche disposto a cuocere il pesce che si è pescato.
Lungo la litoranea che da Terrace Bay porta a Swakopmund si incontra Cape Cross.
Il sito prende il nome dalla croce, eretta nel 1486 da Diego Cao, il primo europeo che mise piede in Namibia, in onore del re Joao II.
Oggi la croce originale è sostuita da una sua replica, fatta costruire nel 1980 dai sudafricani.
Qui si trova la Cape Cross Seal Reserve, la più grande colonia di foche del mondo, in quanto ne ospita circa 100 000.
Le foche sono state cacciate fin dal XVII per la loro pelliccia, carne e olio.
La riserva ne ha permesso il ripopolamento, ma ha suscitato notevoli proteste da parte dei pescatori, i quali sostengono che un numero eccessivo di foche danneggia la pesca.
La polemica tra animalisti e pescatori è ancora accesa.
E' un'esperienza vedere tutte queste foche stese al sole o mentre si tuffano nell'oceano, i piccoli che cercano le madri, i loro versi.
Si può arrivare vicinissimi alle foche, separate dal piazzale dove si parcheggia da un semplice muretto in pietra, che per loro è un ostacolo invalicabile, ma che non trattiene la puzza che producono questi animali!