Procedendo verso nord ci si trova nella zona strappata al mare attraverso la tecnica dei polders.
Questa zona conserva alcuni mulini a vento, è piena di pale eoliche e dappertutto mucche bianche e nere brucano pacifiche.
Tutte le città si trovano su canali, in particolare la piccola Giethoorn, dove ci siamo divertiti a noleggiare una barchetta a motore e a fare un giro sui canali e sul lago, ammirando le belle case con i giardini fioriti e l'approdo privato.

Dopo la costruzione della grande diga su cui corre la A7, i porti della Frisia non hanno più lo sbocco diretto sul mare, ad eccezione di Harlingen.
Merita una visita il Noorderhaven, il porto dove si trovano le grandi navi a vela, alcune adibite a brevi crociere per i turisti.
Se si è appassionati di ponti mobili, qui se ne vedono un'infinità in funzione.
Harlingen ci è piaciuta molto, forse perchè l'abbiamo vista in una meravigliosa giornata di sole, ma non penso abbia lo stesso impatto sul turista in una giornata di vento e pioggia.

Superata la grande diga sul Mare del Nord, ci siamo fermati a Edam, dove il mercoledì si tiene una rivisitazione delle antiche contrattazioni per la vendita del formaggio.
Dappertutto si possono assaggiare, mangiare e acquistare piccole o grandi forme di Edam, Gouda e altri formaggi olandesi.
Tutte le forme sono ricoperte di cera, tecnica usata per conservare più a lungo il formaggio: due mesi fuori frigo e sei mesi in frigo.

Una cittadina molto visitata dai turisti per il suo fascino è Haarlem, che ha conservato molte case e monumenti del Seicento.
Lungo il canale che circonda il centro storico si trova l'imponente mulino de Adriaan, ristrutturato negli ultimi anni, che in estate viene messo in funzione ed è visitabile all'interno.
Siamo arrivati al mulino verso le 16, poco prima che chiudesse, ed abbiamo assistito alla chiusura delle vele e all'ancoraggio delle pale.
Per "guidare" un mulino bisogna frequentare un corso che dura circa due anni.