Le civiltà che si sono succedute o hanno convissuto in Perù sono numerose: Moche, Chimu, Nasca, Tiahuanaco, Kolia, Uros sono le più note, anche se gli archeologi stanno ancora scavando per risolverne i misteri.
Gli Inca furono solo l’ultima di queste civiltà: il loro impero era relativamente recente e caratterizzato da una veloce e potente espansione militare, quando venne spazzato via dagli Spagnoli.
La cultura peruviana quindi non è identificabile con gli Incas, ma è piuttosto il prodotto di tutte le civiltà che si sono succedute nei secoli.

L'ARCHITETTURA - Prima di dare l’avvio a qualsiasi costruzione, gli Inca facevano schizzi e disegni in scala, utilizzando avanzati sistemi di misura.
Una cosa che stupisce è l’incredibile abilità sviluppata in campo ingegneristico e nella lavorazione delle pietre, con tecniche del tutto originali.
A causa della mancanza di fonti storiche, non ci sono certezze assolute sulle tecniche usate dagli inca per creare e incastrare queste grandi pietre, ma sono state fatte delle ipotesi.
Probabilmente le pietre venivano modellate con scalpelli di pietra più dura (nessuna civiltà peruviana utilizzava arnesi di metallo).
Il lavoro era abbastanza semplice con le pietre di piccole o medie dimensioni, ma diventava più complicato con i grossi monoliti, come quelli di Saqsaywaman.

Forse gli Inca utilizzavano dei modelli a grandezza naturale della forma che le pietre dovevano assumere.
L’esempio più famoso di questa tecnica di costruzione è la pietra con i dodici angoli di Cuzco.
Le civiltà peruviane non sapevano costruire gli archi, ma utilizzavano una forma trapezoidale, di cui ci sono numerosi esempi a Machu Picchu.
Oltre alla pietra, un materiale da costruzione ampiamente usato era l’adobe, cioè il mattone di terra seccato al sole.
Intere città, come Cahuachi o Chan Chan, furono edificate con questa tecnica. Per migliorare la qualità dei mattoni, il fango veniva talvolta mischiato con foglie o erba secca e talvolta con la lana di lama o alpaca.
L’adobe era preferito sulle Ande per la facilità di fabbricazione e perché ha il potere di conservare dopo il tramonto il calore accumulato durante il giorno.

LE FOGLIE DI COCA - Nella società inca l’uso delle foglie di coca (Erythroxylon coca) era rigidamente controllato, perché venivano considerate magiche per i loro effetti.
Dopo la Conquista spagnola, si formarono due opposte fazioni: la Chiesa voleva abolirne completamente l’uso, perché era intimamente conneso alla religione andina; l’altra fazione sosteneva l’importanza economica della coca, che consentiva alle popolazioni andine, praticamente in condizioni di schiavitù, di sopportare pesanti ritmi di lavoro.

Senza contare gli introiti che derivavano dalla sua coltivazione. Oggi le foglie di coca sono ancora un elemento indispensabile per la religione andina, perché permettono ai "medium" di predire il futuro.
Inoltre le foglie, usate per infusi o pozioni, sono considerate un’ottima medicina per curare il "soroche", il mal di testa, il mal di stomaco e i reumatismi.
Molti adulti masticano coca mischiata a quinua e lime: questa "palla" ha sicuramente il potere di attenuare la stanchezza, la fame e la sete, ma non sembra avere effetti secondari o comunque sono molto inferiori a quelli che producono l’uso di tabacco o alcolici.
La coca non serve solo per fabbricare la cocaina: viene utilizzata nella produzione di sigarette, caramelle, dentifrici e naturalmente della Coca Cola.
Viene coltivata nell’alta foresta amazzonica, tra gli 800 e i 1800 metri di altitudine; ufficialmente il Governo peruviano ne controlla la produzione, che viene impiegata per scopi principalmente farmaceutici.
E’ noto però che numerosi agricoltori la producono e la vendono illegalmente, anche se la cocaina prodotta con la coca peruviana è minima se confrontata a quella della Colombia.
La questione è: chi ha più responsabilità? Chi produce, chi commercia o chi consuma la droga?

L'ARTIGIANATO - In Perù è possibile comprare bellissimi tessuti di cotone o di lana dai vivaci colori, tra cui predominano il rosso, il nero e il bianco. Inoltre è possibile acquistare maglioni, sciarpe, berrette, guanti di lana o di alpaca fatti a mano e ricamati.
Ogni isola del Lago Titicaca ha qualche prodotto di artigianato caratteristico: arazzi, giacche, ceramiche, ce n'è per tutti i gusti!