Bikaner fu fondata nel XV secolo dal rao Bika.
Conobbe un periodo di prosperità, come centro carovaniero, durante l'impero Moghul.
Dopo un lento declino, nel XIX secolo stipulò un'alleanza con gli Inglesi.
Il rifornimento continuo di cammelli all'esercito inglese, insieme alla costruzione di un canale per il rifornimento idrico, garantirono alla città la ripresa economica.
La fortezza di Bikaner, il Junagarh Fort, è circondata dalle massicce mura medioevali, costruita con la scura arenaria rossa caratteristica della regione.
La parte interna è in ottimo stato di conservazione e le sale mantengono le decorazioni e gli affreschi originali.
Ancora oggi i cammelli svolgono un ruolo importante in questa zona del Rajastan, utilizzati soprattutto come mezzo di trasporto.
Nel 1960 fu aperto un centro per l'allevamento e per la selezione della razza tipica di Bikaner, nota per la sua robustezza e resistenza.
Il centro si trova a pochi chilometri dalla città ed è possibile visitarlo.
33 km a sud di Bikaner, sorge il Karni Mata Temple, uno dei più strani templi dell'India.
Dedicato alla dea protettrice del maharaja di Bikaner, il tempio è abitato da migliaia di topolini, considerati sacri e nutriti dai sacerdoti e dai fedeli con latte e dolci.
Un topolino che cammina sui vostri piedi (rigorosamente senza scarpe) o vedere un topolino bianco sono considerati dei portafortuna; chi invece calpesta un topolino (non è una cosa improbabile) commette un atto gravissimo e deve risarcire il tempio con un'offerta in oro o argento!
A est di Bikaner si trova la regione semidesertica dello Shekhawati.
Questa zona è ben nota per aver dato i natali ai più ricchi commercianti indiani, soprannominati Marwari.
Pur essendosi sparpagliati in tutta l'India e nel mondo, i Marwari continuarono a mantenere un forte legame con la loro terra.
Perciò costruirono nei loro villaggi e città natali come Fatehpur, Mandawa, Nawalgarh, Sikar le loro bellissime haveli.
Per la precisione, ogni ricco mercante era tenuto a costruire una haveli, un pozzo, una scuola, un caravanserraglio e un tempio.
Tra il XVIII e il XX secolo essi gareggiarono tra loro per possedere la casa signorile più bella e prestigiosa.
La maggior parte delle haveli sono oggi abbandonate o pesantemente rovinate dal tempo, ma alcune sono oggetto di ristrutturazione o sono state trasformate in albergo.
Vale senz'altro la pena dedicare un paio di giorni alla visita di questo incredibile patrimonio artistico e architettonico.