Generalmente un viaggio in Rajasthan comincia da Delhi o da Jaipur.
Noi siamo partiti da Amedhabad, capitale del Gujarat, perchè siamo riusciti a trovare un volo solo su quella destinazione.
La prima sosta è stata Dungarpur, capitale del regno omonimo.
La regione intorno alla città è famosa per essere inospitale per ben cinque ragioni: le rocce, le spine, la scarsità d'acqua, i ladri e il linguaggio sboccacciato degli abitanti!
Il palazzo Udai Vilas, costruito nel XVIII secolo, è stato trasformato in un hotel ed è considerato uno dei palazzi più esuberanti e bizzarri del Rajasthan, per la quantità di decorazioni, chioschi, baldacchini e balaustre.
A 110 km da Dungarpur sorge Udaipur, la città più importante del Mewar meridionale, una regione collinosa e verde.
I maharana di Udaipur erano una delle dinastie più antiche del Rajasthan e dichiaravano di discendere dal sole splendente.
Essi risiedevano nel City Palace, severo all'esterno e riccamente decorato all'interno.
La vista migliore di Udaipur si gode navigando sul Lago Pichola, quando c'è abbastanza acqua da permetterlo.
Il lago artificiale ha alcune isolette su cui si trovano vari monumenti e palazzi.
Il più famoso di tutti è il Lake Palace, una favolosa costruzione in marmo bianco, che pare galleggiare magicamente tra le acque.
Oggi il Lake Palace è un hotel di lusso, ha ospitato molte celebrità internazionali e vi sono state girate alcune sequenze memorabili del film "Octopussy - Operazione Piovra", con Roger Moore nella parte di James Bond.
Costruito nel XV secolo dal leggendario rana Kumbha, il forte di Kumbhalgarh veniva chiamato "l'occhio del Mewar", perchè permetteva di controllare il vicino e aggressivo Gujarat.
Neppure il grande imperatore Moghul Akbar riuscì ad espugnare questa enorme fortezza, la cui cinta muraria si estende a perdita d'occhio e racchiude un'area di circa 80 kmq.
Oggi è possibile visitare solo alcuni dei numerosissimi palazzi e templi, che un tempo si ergevano all'interno del forte.
Tra i pendii degli Aravalli si trova Ranakpur, dove vennero eretti diversi templi jainisti nel corso del XV secolo. Oggi ne restano soltanto quattro, il più imponente dei quali è dedicato ad Adinath.
Il tempio è eccezionale per la sua complessità, lo splendore del marmo bianco con cui è costruito, la ricchezza e la varietà delle decorazioni e degli intagli.
Al suo interno vi si trovano più di 1400 colonne, ciascuna con un disegno decorativo diverso.
Mount Abu sorge sul Lago Nakki, in una vallata tra le montagne, circondata da palmeti e frutteti.
Per secoli fu un importante luogo sacro dei jainisti, che vi costruirono alcuni dei più bei templi in marmo dell'India.
Nel XIX secolo divenne capitale estiva del governatore inglese del Rajasthan; di conseguenza numerosi maharaja costruirono qui alcune residenze, poi trasformate in alberghi.
Oggi Mount Abu è una sorta di Las Vegas indiana, una cittadina sovrappopolata, frequentata da turisti indiani e soprattutto da coppiette in viaggio di nozze.
La principale attrattiva della cittadina sono i templi di Dilwara, costruiti tra l'XI e il XIII secolo.
L'esterno fu lasciato volutamente anonimo e spoglio, per non attirare l'attenzione di ladri e malintenzionati, ma all'interno stipiti, archi, pilastri, nicchie, soffitti sono scolpiti con una ricchezza di motivi e un'abilità sorprendenti.
La leggenda narra che i committenti pagavano gli abili scultori, dando loro tanto oro quanto era il peso della polvere di marmo che rimaneva a terra dopo il loro lavoro!