Il termine "Via della Seta" sembra sia stato coniato nel XIX secolo dall’esploratore tedesco Von Richthofen e indica quell'intreccio di carovaniere, che insieme costituivano l’antica via commerciale che univa la Cina ai territori dell'impero romano.
Il nome romantico deriva dal materiale più pregiato che vi veniva trasportato, la seta. In realtà le merci che passavano per la Via della Seta erano le più varie: dalla Cina giungeva ovviamente la seta, ma anche tè e porcellane.
Dall’India partivano verso la Cina oro, avorio, gioielli e spezie. Dal Mediterraneo partivano grano, vino, olio, ferro, papiro. Il mercato degli schiavi era fiorente in ogni direzione.
Aperta probabilmente nel 100 a.C. durante la dinastia Han, la Via della Seta percorreva oltre 6000 km. Partiva da Xi'an, capitale dell'impero cinese e arrivava sino alle coste del Mediterraneo, passando attraverso le pianure della Cina settentrionale, i gruppi montuosi del Pamir e del Karakorum, le città di Samarcanda, Damasco e Odessa, sino a raggiungere Alessandria e Antiochia, importanti porti per il commercio della seta e delle spezie sul Mar Mediterraneo.
Con la nascita e la diffusione dell'Islam nel V secolo e la caduta dell'impero romano, cessò di essere percorsa per essere riaperta all'epoca dell'impero mongolo.
Intorno al 1275 Marco Polo percorse la Via della Seta e raccontò nel Milione il suo viaggio attraverso il Pamir, Kashgar, Hotan fino a Beijing.
Oltre a consentire la circolazione di merci pregiate da oriente a Occidente, la Via della Seta favorì la diffusione di idee e religioni: i missionari portarono per secoli da un capo all'altro del mondo conosciuto i valori del Cristianesimo, dello Zoroastrismo e del Buddismo, fino all’arrivo dell’Islam, che conquistò rapidamente tutta l’Asia minore e l’Asia centrale ed è ancora oggi la religione di questi popoli.
Un ramo importante della Via della Seta era costituito dall'antica via carovaniera che, partendo dall'oasi di Kashgar, attraversava il Pamir cinese e attraversava il Karakorum fino a giungere a Islamabad.
Nel 1947 questa strada era ancora molto simile a quella percorsa da mercanti e missionari del IV secolo.
Occorsero vent’anni, 15mila soldati pakistani, 8mila tonnellate di esplosivo e 80mila tonnellate di cemento per realizzare la KKH o Karakorum Highway. La KKH si inerpica tortuosa tra montagne e terrazzamenti, seguendo lungo le pareti a strapiombo il corso impetuoso di fiumi come l'Hunza, il Gilgit e l'Indo.
Frequenti frane costringono i Pakistani a fare continui lavori di manutenzione, ma nonostante la pericolosità della strada questo è sicuramente uno dei tratti più spettacolari dell'antica Via della Seta.
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