Scoperta nel 1964 da una missione archeologica italiana diretta da Paolo Matthiae dell’Università La Sapienza di Roma, Ebla era situata in posizione intermedia tra Mesopotamia, Anatolia e Palestina.
Godeva dei vantaggi del commercio tra queste zone, dove passavano materie prime quali rame, legname, argento.
Uno dei ritrovamenti più importanti della missione italiana è stato nel 1975, quando furono rinvenuti gli archivi reali di Ebla, contenenti oltre 17.000 tavolette d'argilla con iscrizioni cuneiformi in eblaita, risalenti al periodo tra il 2500 e il 2200 a.C.
Ebla è uno di quei luoghi che, per citare la Lonely Planet, "esercitano più fascino sugli appassionati di archeologia che sulla maggior parte dei visitatori".
Tuttavia rappresenta un'importante scoperta archeologica italiana, grazie alla quale si è potuto fare luce su epoche e civiltà su cui c'è ancora molto da scoprire.
Provenendo da Aleppo, si può visitare Ebla in mattinata.
|