La strada tra San'a e Mareb è una delle più pericolose dello Yemen, perchè è principalmente in questa zona che ci sono stati i rapimenti di turisti, tra cui quello dei 5 italiani il 1° gennaio 2006.
Per percorrere questa strada abbiamo dovuto presentarci ad un posto di controllo verso le 9 del mattino, per poi partire insieme a molti altri gruppi di turisti, scortati da un gruppetto di soldati male in arnese e un pick up che montava una mitragliatrice.
Questa lunga colonna di mezzi ha proceduto fino a Mareb, superando numerosi posti di blocco e fermandosi solo per visitare le rovine di Baraqish.
Baraqish fu la capitale di un antichissimo regno nel 400 a.C.
Le sue mura imponenti alte 14 m sono ancora oggi in gran parte intatte.
Un gruppo di archeologi italiani sta terminando gli scavi dell'antico tempio dedicato ad Attar, il dio principale.
Quando Baraqish perse il ruolo di capitale continuò ad essere abitata per secoli: nuove case furono costruite su quelle cadute in rovina, pietre con antiche iscrizioni vennero utilizzate per riparare le mura.
Mareb è il principale sito archeologico dello Yemen.
Fu capitale del regno di Saba, governato dalla famosa regina che secondo la leggenda fu l'amante o la moglie di Salomone.
I Sabei fortificarono Mareb per difenderla dai numerosi attacchi nemici, tra cui i Romani, che tentarono di conquistarla nel 25 a.C. La città crollò nel II secolo d.C., perse la sua importanza e si ridusse a un piccolo villaggio.
Diversi gruppi di archeologi europei lavorano nei siti della zona.
Tra i luoghi più interessanti da visitare ci sono l'antica e la nuova diga.
Dell'antica diga, che probabilmente risale all'VIII secolo a. C., rimangono solo le chiuse e una parte delle imponenti barriere, che testimoniano le enormi dimensioni dell'opera. A circa due chilometri di distanza sorge la nuova diga, dono dello sceicco di Abu Dhabi Zayed bin Sultan al Nahyan.
Il suo ritratto, insieme a quello del presidente yemenita Salah si possono ammirare all'inizio della diga.
Grazie alla diga la zona di Mareb ha ripreso vita e sono stati avviati numerosi progetti agricoli.
Meritano una visita i resti degli antichi templi sabei del sole e della luna.
Le antiche colonne e alcune parti murarie sono state portate fuori dalla sabbia, che le aveva semi sepolte per secoli.