IL TE' VERDE
Quando sentiamo parlare di tè verde, di tè nero, di Ceylon o Darjeeling, non dobbiamo pensare che si tratti di piante diverse; la pianta è sempre la stessa, ciò che varia sono il luogo di produzione e l'aromatizzazione.
Quello che beviamo normalmente in Occidente è il tè nero: le foglie, dopo essere state raccolte, sono scaldate all'aria per un giorno, arrotolate e fatte fermentare in luoghi umidi; con questo processo si perde buona parte dei principi attivi della pianta.
Se invece le stesse foglie, appena raccolte, vengono lavate a vapore e subito seccate per impedirne la fermentazione, si ottiene il tè verde.
Grazie a questa lavorazione al loro interno rimangono maggiori quantità di catechine ed altri polifenoli, che sono i componenti più salutari, e si perde un po' di teina.
Il tè verde, insomma, è un concentrato di sostanze preziose, nonostante il sapore decisamente differente da quello classico.
Per mantenerne inalterati i principi attivi, pero', bisogna saperlo preparare correttamente: metterne un paio di grammi sul fondo della tazza e riempirla con una parte di acqua fredda ed una di acqua calda.
L'acqua bollente, infatti, deteriora le foglie di tè verde.
Dopo averlo lasciato in infusione per due o tre minuti, si filtra e si beve.
In Cina e in Giappone il tè verde è la bevanda nazionale.
Nello Yunnan, e precisamente nella regione subtropicale dello Xishuangbanna, si produce una buona parte del tè bevuto in Cina e a Hong Kong.
I negozi di tè sono numerosissimi a Kunming, dove se si fa un acquisto adeguato si può assistere (gratuitamente) a una piccola cerimonia per la preparazione del tè.
IL GIOCO D'AZZARDO
Quello che stupisce di più nello Yunnan è vedere quanto la gente ami giocare a domino e a carte.
Nei mercati e nelle vie cittadine i negozianti, nelle pause e nei tempi morti, si siedono in due o in quattro intorno a un tavolino quadrato e cominciano a giocare, uomini e donne indifferentemente.
Di sera a Jinghong si può assistere ai combattimenti di galli: due galli vengono appoggiati sul ring, rigorosamente verde, uno in una cesta e l'altro in uno scatolone di legno.
In pratica si scommette "al buio", perchè non è possibile vedere e valutare il gallo nella scatola di legno.
Chiuse le scommesse si tirano fuori i galli e finalmente si può vedere la taglia del gallo nascosto... se è bello grosso generalmente parte un boato dalla folla!
I galli vengono appoggiati sul ring uno di fronte all'altro e lasciati a beccarsi tra starnazzamenti e frullii d'ali.
Il gallo che esce fuori dal ring perde; questi incontri durano generalmente pochi secondi e sembrano essere abbastanza innocui per i galli e piuttosto pericolosi per le tasche di chi scommette.
LE FESTE
Nello Yunnan si celebrano diverse feste e ricorrenze, ma nei mesi estivi è possibile assistere solo alla Festa delle Torce.
Diversi gruppi etnici celebrano la Festa delle Torce: Yi, Bai, Naxi, Hani, Lisu, Lahu e Pumi.
Nei tempi antichi la festa era chiamata Xinghui" (ritorno delle stelle).
Per gli Yi le torce avevano lo scopo di uccidere gli insetti e assicurare il raccolto; i Sani, un sottogruppo degli Yi, dedicano la festa ad un loro eroe, che uccise un demone.
Nei giorni prima della festa i cinesi acquistano le torce nei mercati: si tratta di lunghi bastoni, tagliati in piccole sezioni verticali e tenuti "aperti" con dei pezzettini di legno.
La sera della festa si preparano le torce, che vengono decorate con fiori e tralci e disposte lungo le strade.
Dopo aver acceso le torce si danza, si canta, si salta sul fuoco.
Nei villaggi ci sono talvolta anche gare, corse di cavalli e competizioni.